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Corriere dei Ciechi

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Numero 12 del 2021

Titolo: RELAZIONI INTERNAZIONALI- La Dichiarazione di Belgrado

Autore: Francesca Sbianchi


Articolo:
Gli esiti della conferenza europea dedicata al tema dell'occupazione delle persone con disabilità visiva

L'Unione Europea dei Ciechi (European Blind Union - EBU), in collaborazione con l'Unione dei Ciechi della Serbia, ha organizzato il 21-22 ottobre 2021 a Belgrado una conferenza europea dal titolo "Occupazione dei ciechi e degli ipovedenti - Una chiave per l'inclusione".
Al termine della conferenza, è stata adottata una dichiarazione che evidenzia i problemi esistenti in materia di occupazione delle persone cieche e ipovedenti ed esprime l'impegno dell'EBU a facilitare l'inserimento nel mondo del lavoro delle persone con disabilità visiva. La collaborazione con attori pubblici e privati è essenziale per mettere finalmente in atto un cambiamento e rendere concreta realtà le pari opportunità per le persone cieche e ipovedenti. Riportiamo qui di seguito il testo completo della dichiarazione.

Dichiarazione di Belgrado - 22 ottobre 2021
Oltre 150 partecipanti, riuniti a Belgrado (Serbia) e a distanza, hanno esaminato in due giornate la situazione occupazionale delle persone cieche e ipovedenti in molti paesi del continente. La conferenza si è svolta in un'atmosfera di speranza: il peggio della pandemia globale di COVID-19 sembra essere alle nostre spalle, e oggi esistono molti strumenti politici e tecnologici per rendere l'occupazione delle persone cieche e ipovedenti una realtà vissuta.
Durante la conferenza sono stati trattati numerosi argomenti ed è stata approvata la seguente dichiarazione:
- L'occupazione delle persone cieche e ipovedenti costituisce sia un diritto, sia uno dei mezzi più efficaci per la loro inclusione nella società, poiché un lavoro appagante è molto più di un'attività produttrice di reddito!
Considerando che l'ambiente politico, a livello globale, regionale e nazionale è oggi più favorevole che nel passato all'eguale partecipazione delle persone cieche e ipovedenti alla forza lavoro.
Considerando che negli ultimi anni si sono aperti nuovi ambiti occupazionali, soprattutto grazie alle nuove tecnologie.
Considerando che nuove forme e tipologie di lavoro, come il lavoro autonomo, offrono nuove opportunità, oltre alle forme di lavoro "tradizionali".
Considerando che vi sono molte iniziative, sia a livello individuale che istituzionale, per migliorare la situazione occupazionale delle persone cieche e ipovedenti.
Deploriamo che il numero di persone cieche e ipovedenti occupate rimanga notevolmente basso, rispetto ai nostri pari vedenti. Trattandosi di una tendenza generale, riconosciamo che l'esatto quadro statistico della situazione occupazionale è spesso poco chiaro o incompleto e invitiamo pertanto i governi, gli istituti di statistica e i responsabili politici a tutti i livelli a raccogliere dati più affidabili e comparabili. Questa è una condizione preliminare per l'adozione di politiche mirate e altre misure di supporto per favorire l'inclusione delle persone cieche e ipovedenti nel mercato del lavoro. I dati ufficiali dovrebbero non solo presentare il quadro dell'occupazione rispetto alla disoccupazione, ma anche aiutare a comprendere la situazione dei lavoratori ciechi e ipovedenti occupati, in termini di livello salariale e tipo di contratto. Una caratteristica importante di una migliore evidenza statistica deve essere anche quella di analizzare l'impatto sulla realtà occupazionale in termini di genere e molteplici forme di disabilità.
Notiamo con disappunto un'attuazione complessivamente lenta delle normative e delle politiche con il risultato che i benefici previsti non raggiungono i lavoratori ciechi e ipovedenti e le persone in cerca di lavoro proprio qui e ora.
Chiediamo maggiori sforzi per combattere i pregiudizi e gli stereotipi che ostacolano l'inclusione delle persone cieche e ipovedenti nel mercato del lavoro; questo ostacolo è spesso più arduo da superare rispetto alle difficoltà normative o tecniche. Affinché ciò cambi, è necessario rafforzare gli investimenti a lungo termine per la sensibilizzazione dei datori di lavoro di ogni tipo e dimensione. Tutti questi sforzi e iniziative dovrebbero enfatizzare le capacità e le competenze dei lavoratori ciechi e ipovedenti, in linea con la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità. Inoltre, facciamo appello agli attori sia del settore privato che di quello pubblico affinché forniscano gli adattamenti ragionevoli che sono necessari alle persone cieche e ipovedenti per svolgere un lavoro in condizioni di parità con i loro colleghi vedenti, senza costi aggiuntivi per il lavoratore.
Chiediamo che tutte le misure per incoraggiare l'occupazione siano concepite in modo olistico; il che significa che l'istruzione, lo sviluppo delle competenze e la formazione permanente siano parte integrante di tali misure.
Tutte le innovazioni nel campo delle nuove tecnologie devono essere basate sull'approccio della progettazione universale ("Design for All") in modo da avvantaggiare le persone cieche e ipovedenti. In caso contrario, vi è il rischio che le nuove tecnologie possano addirittura aggravare la loro esclusione dal mercato del lavoro. Tali nuove tecnologie possono essere utilmente integrate da dispositivi e ausili speciali adattati alle esigenze delle persone cieche e ipovedenti.
Tutti i regimi e le misure di sostegno attuati dalle autorità pubbliche dovrebbero basarsi su un approccio a lungo termine, consentendo in tal modo la prevedibilità sia per i datori di lavoro, sia per i dipendenti e per le persone in cerca di lavoro. Tale visione a lungo termine aiuterà anche a superare l'attuale situazione in cui i regimi di sostegno sono spesso dislocati su molti livelli di governo o agenzie o dipendenti dalla volontà o dal potere decisionale individuale di pochi, piuttosto che come parte di un sistema ben strutturato. Il settore privato può svolgere un ruolo cruciale nell'intensificare i propri sforzi per assumere più persone cieche e ipovedenti. Questo impegno può basarsi su esempi molto positivi che esistono, ma che devono essere moltiplicati e replicati, per fare davvero la differenza.
Insistiamo sull'importanza per le persone cieche e ipovedenti di avere un lavoro a propria scelta, in linea con i loro talenti, aspirazioni, capacità e qualifiche. Ciò significa superare l'approccio tradizionale secondo il quale solo poche professioni sono "riservate" a loro. Allo stesso tempo, ci rendiamo conto che questa trasformazione della realtà lavorativa per molti lavoratori ciechi e ipovedenti deve essere gestita in modo fluido, aprendo sempre nuove opportunità e consentendo la scelta.
Conclusione: L'Unione Europea dei Ciechi e tutti i suoi membri sono impegnati a rendere il lavoro delle persone cieche e ipovedenti una realtà e daranno la massima priorità a questo obiettivo! In tal modo, collaboreremo con attori pubblici e privati per condividere esperienze e sollecitare il cambiamento. Nel lungo viaggio verso le pari opportunità per le persone cieche e ipovedenti nel mercato del lavoro, ci impegniamo a dare noi stessi l'esempio e a far sì che finalmente il cambiamento avvenga.

Unione Europea dei Ciechi (EBU) - Unione dei Ciechi della Serbia
"Occupazione delle persone non vedenti e ipovedenti: una chiave per l'inclusione"
Belgrado, 21-22 ottobre 2021
Programma:
Giovedì 21 ottobre 2021
09.00 - 09.30: Apertura dei lavori e saluti delle autorità:
Milan Stošić, Presidente dell'Unione dei Ciechi della Serbia
Rodolfo Cattani, Presidente dell'Unione Europea dei Ciechi
Stana Božović, Segretario di Stato per le persone con disabilità, in rappresentanza del Ministro del lavoro, dell'occupazione e degli affari sociali e dei veterani, Darija Kisić Tepavčević.
09.30 - 10.30: Presentazione delle attività del Ministero del lavoro, dell'occupazione, degli affari sociali e dei veterani in merito all'occupazione delle persone non vedenti e ipovedenti in Serbia e alle misure attive delle politiche per l'occupazione delle persone con disabilità condotte dal Servizio nazionale per l'impiego - relazione di Biljana Jelenković Paspalj, capo del Dipartimento per la riabilitazione e l'occupazione delle persone con disabilità, in rappresentanza del direttore del Servizio nazionale per l'impiego della Serbia.
10.30-11.00 Dibattito moderato da Jelena Stojanović, Segretario Generale dell'Unione dei Ciechi della Serbia.
11.30 - 13.00: Esempi di buone prassi - Presentazione di enti e aziende pubbliche che hanno assunto persone non vedenti e ipovedenti:
"Le strade della Serbia": relazione di Marko Maslaković, responsabile del settore informazione
Biblioteca nazionale della Serbia: relazione di Nedeljka Ložajić, operatrice del settore per il supporto dei non vedenti e degli ipovedenti.
Unione dei ciechi della Serbia: relazione sulla ricerca sull'occupazione dei non vedenti e degli ipovedenti in Serbia, presentata da Suzana Jojić, Commissario per l'occupazione dell'Unione dei Ciechi della Serbia.
Modera: Jelena Stojanović.
13.00-13.10 Presentazione del "Guanto smart", a cura della compagnia "Anoris Technology".
Modera: Jelena Stojanović.

15.00 - 17.00 Le esperienze in 4 paesi membri dell'EBU, Montenegro, Ungheria, Germania e Spagna, nell'impiego di persone ciechi e ipovedenti.
17.30 - 18.30: L'impatto del Covid 19 sull'occupazione dei non vedenti e degli ipovedenti. Relazione di Stefan Trömel, specialista senior sulla disabilità dell'Organizzazione Internazionale del Lavoro - ILO
A seguire, dibattito moderato da Rodolfo Cattani, Presidente EBU.

Venerdì 22 ottobre 2021
09.00 - 10.30: Gli esempi di buone pratiche e le sfide nell'impiego di fisioterapisti ciechi e ipovedenti – Presentazione della ricerca svolta dalla Confederazione Francese per la Promozione Sociale dei Ciechi e degli Ipovedenti (CFPSAA) – relazione di Joël Betton.
A seguire, dibattito moderato da Lars Bosselmann, Direttore Esecutivo EBU.
11.00 - 12.00: Presentazione del «Rapporto sulla situazione delle persone cieche e ipovedenti in merito all'occupazione in Europa a 10 anni della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità: sfide e opportunità», incentrata su Belgio, Italia, Portogallo, Regno Unito e Svezia: Bárbara Martín Muñoz, secondo vicepresidente dell'EBU.
A seguire, dibattito moderato da Lars Bosselmann, Direttore Esecutivo EBU.
12.00: Lettura e adozione della Dichiarazione di Belgrado.
12.30: Conclusioni e cerimonia di chiusura.



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