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Il Progresso

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Numero 02 del 2021

Titolo: Cultura- La parola robot compie 100 anni. A inventarla un drammaturgo ceco nel gennaio 1921

Autore: Elena Papa


Articolo:
(da «Corriereinnovazione.corriere.it» del 10 gennaio 2021)
Il drammaturgo Karel Kapek introdusse il termine per la prima volta nel suo spettacolo Rossum's Universal Robots (Rur), presentato in anteprima a Praga nel gennaio 1921
I «lavoratori artificiali» di Karel Čapek
La parola robot fu inventata all'inizio del 1920 dallo scrittore e drammaturgo ceco Karel Čapek (con l'aiuto di suo fratello Josef, un acclamato pittore, grafico, scrittore e poeta), e introdotta nel suo dramma Rur (Rossum's Universal Robots) mandato in scena nel gennaio 1921 a Praga. Karel, dopo aver esposto al fratello Josef la trama del racconto, gli chiese aiuto per trovare un nome ai suoi «lavoratori artificiali». «Chiamali robot», gli disse Josef. Questa era la parola ceca per servo o lavoro forzato. Karel decise che la parola robot era perfetta. Da allora, e quasi immediatamente, la parola robot è diventata un'espressione universale nella maggior parte delle lingue per identificare macchine di intelligenza artificiale, inventate dagli esseri umani.
La trama dell'opera
Su un'isola sperduta in mezzo all'oceano, un certo dottor Rossum costruisce una fabbrica e realizza creature umanoidi sintetiche simili agli esseri umani per aumentare la produttività nelle fabbriche e combattere guerre sul campo di battaglia. Ma gli effetti sono catastrofici, l'umanità reagisce male, affonda nel vizio e nell'indolenza e le nascite iniziano a calare in modo preoccupante. Costruiti come schiavi, e ormai diffusi in tutto il mondo, i robot alla fine insorgeranno e spazzeranno via la razza umana. Anche se vengono distrutti i manoscritti che contengono le istruzioni per la fabbricazione degli androidi, è ormai tardi: i robot hanno conquistato la Terra, e i più evoluti di essi hanno scoperto (e sembrano gradire) il modo in cui si riproducono gli esseri umani. Lo spettacolo è stato un successo. Un'opera originale di fantascienza, che alimentava le paure dell'inizio del XX secolo sul ruolo della tecnologia nella spinta alla produzione di massa dopo la Prima Guerra mondiale.
I robot per liberare l'umanità dal lavoro pesante
La visione audace e da incubo di Rur di un futuro in cui l'umanità è minacciata dai robot fece scalpore. I robot di Čapek alimentarono il dibattito sulla possibilità che la tecnologia possa liberare i lavoratori e sradicare il lavoro manuale. Schiavi che hanno il potenziale per trasformare il mondo in un paradiso per gli esseri umani. Nel 1927 Rur è stato il primo spettacolo a essere mandato in onda nella sua interezza dalla Bbc, e più tardi, nel 1938 è stato il primo film di fantascienza televisiva al mondo. Ma mentre l'invenzione del «robot» di Čapek si è dimostrata culturalmente e scientificamente significativa, la popolarità di Rur è svanita e oggi l'opera è in gran parte sconosciuta.
L'uomo continuerà a comandare sui robot?
Si può dire che i robot di Čapek hanno agito come un avvertimento piuttosto che come una previsione. Čapek si chiedeva dove sarebbe potuta arrivare l'umanità con una ricerca incessante del progresso tecnologico. Oggi, 100 anni dopo, l'uomo ha ancora il controllo sui robot. Ma, chissà, forse il 200o anniversario di Rur vedrà sia gli umani che i robot partecipare insieme alle celebrazioni.



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