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Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ETS - APS

 

Kaleîdos

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Numero 19 del 2020

Titolo: Donne tra le righe

Autore: a cura di Rossella Lazzari


Articolo:
Liberazione: la storia di una donna Resistente
Nancy Wake. Probabilmente questo nome non vi dirà molto... non preoccupatevi, non siete gli unici: confesso che prima di leggere questo libro neanch'io la conoscevo. Però se ci nominassero uomini come Schindler o Perlasca... beh, li conosceremmo, li avremmo sentiti nominare, sapremmo dove collocarli storicamente. Sarà forse colpa di quella memoria storica selettiva che tende a dimenticare i nomi, le opere, le storie di tante donne che hanno dimostrato il loro valore come e più degli uomini durante le guerre. Fortuna che a ricordarcele e a rendere indimenticabili le loro storie ci sono i romanzi. Di recente, per esempio, è uscito per Longanesi un romanzo storico, a firma di due scrittori celati dietro il nom de plume di Imogen Kealey, che racconta la storia di Nancy Wake. Chi era? Era una giovane donna di origine australiana che combatté instancabilmente contro i nazisti nelle file della resistenza francese.
Nancy era scappata di casa a sedici anni, col fardello di un'infanzia difficile, segnata dall'abbandono del padre e dalle continue ingiurie della madre che la considerava un mostro. Grazie ad un regalo di una zia, poté trasferirsi prima in America e poi in Europa, a fare la giornalista, la corrispondente estera per un giornale francese a Vienna e a Berlino. Qui ebbe modo di constatare e rimanere sconvolta e disgustata dal nascente astro nazista che già da allora mostrava tutta la sua brutalità e mancanza di umanità. Nel 36 conobbe poi Henri Fiocca, facoltoso industriale francese con cui nacque un amore imperituro, reciproco, intenso, totale. Fin dall'ingresso della Francia in guerra, l'intrepida ed indomita Nancy si lanciò a capofitto nella lotta contro i nazisti, creando a Marsiglia un'efficientissima rete di scambi di messaggi, merci e persone e diventando ben presto il Topo bianco, la spia più ricercata dalla Gestapo. Ma si sa, in guerra collaborazionisti e delatori non mancavano di certo, così qualcuno denunciò Henri di finanziare con i soldi della sua azienda le azioni della resistenza. Arrestato Henri, nonostante lui non parlò mai, non fu difficile alla Gestapo capire chi fosse il Topo bianco, così Nancy dovette scappare in Gran Bretagna. Il suo desiderio, però, era tornare in Francia, sia per avere notizie di Henri, sia per riprendere il prima possibile il suo posto nella resistenza. Non fu facile, ma dopo un addestramento militare riuscì a rientrare nel Paese, in Albernia, al Sud della Francia, con il compito di comandare, addestrare e preparare le brigate di Maquisards, i resistenti guerriglieri della zona, all'imminente sbarco degli alleati creando uno sbarramento per i tedeschi. Compito tutt'altro che facile, specie per una donna che, oltre alla difficoltà dell'impresa, doveva affrontare anche pregiudizi, sgambetti, tentativi di sabotaggio nonché di eliminazione fisica da parte di uomini che non la vedevano di buon occhio. Ma se qualcuno poteva riuscire in quest'impresa quasi disperata, quella era Nancy: tramite piani, tattiche, esercitazioni in campo, coraggio e temerarietà si conquistò l'ammirazione, il rispetto e l'amicizia di tutti i capi e i guerriglieri e fu, così, pronta a combattere i tedeschi dando il tutto per tutto. Di Henri, invece, nessuna notizia.
La storia di Nancy Wake ci viene raccontata in modo magistrale in Liberazione di Imogen Kealey che, con un ritmo incalzante e una prosa vivace e accattivante, riesce a ridare vita a una donna ingiustamente dimenticata, un simbolo del coraggio e della resistenza, un'icona della lotta per la democrazia e la libertà.
a cura di Rossella Lazzari



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