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Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ETS - APS

 

Gennariello

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Numero 6 del 2020

Titolo: Gioca con Giò il coniglietto

Autore: Redazionale


Articolo:
Ciao cari amici morbidosi, siete pronti per divertivi con le proposte di questo mese? Bene! Allora iniziamo con i colmi che ci ha inviato Luca:
Qual è il colmo per un postino? Perdere la posta in gioco!
Qual è il colmo per uno specchio? Non avere i riflessi pronti!
Qual è il colmo per una torcia? Sentirsi un po' fiaccola!
Qual è il colmo per un fabbro? Saldare una fattura con la fiamma ossidrica!
Qual è il colmo per un attore? Non riuscire a fingere!
Qual è il colmo per un professore di matematica? Abitare in una frazione di Potenza, nutrirsi di radici e morire di calcoli!
Qual è il colmo per un'eco? Avvalersi della facoltà di non rispondere!
Qual è il colmo per un sarto? Perdere il filo del discorso!
Qual è il colmo della fortuna? Essere investita da un'ambulanza.
Ahahahahahah! Che ridere! Grazie Luca.

Scrivete presto, inviate barzellette, colmi, indovinelli da proporre a tutti gli amici, scrivete a Gennariello all'indirizzo ustampa@uiciechi.it e stare insieme sarà ancora più divertente.
Un carissimissimo abbraccio a tutti dal vostro amico Giò.

Giochiamo con i quiz
1) Come si chiama il lato sinistro di una barca? a) poppa; b) prua; c) comando.
2) Quale sport si fa in piedi su una tavola a vela? a) equilibrio; b) windsurf; c) tavola.
3) Che cos'era il Titanic? a) un catamarano; b) un transatlantico; c) uno yacht.
4) Il vapore si forma scaldando cosa? a) l'acqua; b) la benzina; c) la crema.
5) Si ha bel tempo con quale pressione atmosferica? a) bassa pressione; b) alta pressione; c) mezza pressione.
6) Cosa indossano i surfisti per non sentire freddo? a) la canottiera termica; b) la muta; c) l'impermeabile.
Soluzione:
1) prua
2) windsurf
3) un transatlantico
4) l'acqua
5) alta pressione
6) la muta

Frasi confuse
Ogni frase è stata manomessa. Sai rimetterle in ordine?
1) La forma sostanza della terra che il nucleo è il ferro.
2) La roccia è fusa lava che dal vulcano viene espulsa.
3) La terra per fare il giro impiega un anno intorno al sole.
4) Per fare le pietre vengono le gemme tagliate e lucidate preziose.
5) Le rocce da formate sono minerali.
Soluzione:
1) La sostanza che forma il nucleo della terra è il ferro.
2) La lava che viene espulsa dal vulcano è roccia fusa.
3) La terra impiega un anno per fare il giro intorno al sole.
4) Per fare le gemme vengono tagliate e lucidate le pietre preziose.
5) Le rocce sono formate da minerali.

Barzellette
La maestra assegna agli alunni un compito da fare a casa: descrivere una caratteristica dei treni. La mattina seguente, li interroga e comincia da Giacomino: «Giacomino, ci vuoi raccontare cosa hai descritto?».
E Giacomino risponde: «Ho scritto che il treno ha tanti vagoni e corre sulle rotaie».
E la maestra continua: «E tu, Giulio, cosa hai scritto?».
E Giulio risponde: «Io ho scritto che il treno fischia quando entra in stazione».
«Bravo Giulio».
«E tu, Pierino, cosa hai scritto?», chiede la maestra.
E Pierino risponde: «Io ho scritto che il treno è peloso».
«Ma come peloso!» dice la maestra. «Pierino ti sbagli, non è possibile, un treno non può essere peloso».
E Pierino risponde: «E invece sì, signora maestra, tutte le mattine il mio papà si alza tardi e lo prende sempre per un pelo per andare a lavoro!».

Il dirigente scolastico accoglie i bambini il primo giorno di scuola e chiede loro: «Bambini, come vorreste che fosse la vostra scuola?».
Dalla platea composta da tutti i bambini di tutte le classi si alza una voce: «Chiusa!».

È l'ora di religione: l'insegnante entra in classe e come prima cosa chiede all'alunno che si trova al primo banco: «Tu dici le preghiere prima di sederti a tavola a mangiare?».
E lui risponde: «No, perché la mia mamma è una brava cuoca!».

La maestra interroga un alunno: «Ascolta, Giovanni, voglio proprio farti una domanda di geografia. Sei pronto?».
E Giovanni risponde di sì. «Allora, stai ben attento: è più lungo il Po o il Mississippi?».
E Giovanni risponde che è più lungo il Mississippi. Ma la maestra, non soddisfatta, gli dice: «Ma bravo! E di quanto?».
E Giovanni risponde: «Di 9 lettere!».

Indovinelli
1) Sono di carta o di metallo, tutti mi vogliono, fanno cose pazze per me e passo da un padrone ad un altro e non mi fermo mai. Chi sono?
2) Una principessa viene rapita da un drago e un cavaliere corre a salvarla. Il drago avverte il cavaliere che ci sono due porte e in una c'è la principessa, nell'altra un leone. Sulla porta di sinistra c'è un cartello con scritto: «In questa porta c'è il leone» e sulla porta di destra un altro cartello: «In una delle due porte c'è la principessa». Il drago quindi avvisa che: «Solo uno dei cartelli è vero». In quale porta c'è la principessa?
3) Nasco di sesso maschile, ma quando sono macinato divento femminile, chi sono?
4) Qual è la colazione preferita di Re Artù?
Soluzione:
1) Il denaro.
2) La principessa si trova nella porta con scritto «C'è il leone». Il cartello «In una delle due porte c'è la principessa» è sicuramente vero quindi il cartello «C'è il leone» è falso.
3) Il grano che macinato diventa farina!
4) I ce-reali!

Colmi
Qual è il colmo per uno scrittore? Non avere voce in capitolo!
Qual è il colmo per un matematico? Tornare a casa e trovare la propria metà nelle braccia di un terzo!
Qual è il colmo per un vocabolario? Non essere di parola!
Qual è il colmo per un comico? Prendere il lavoro troppo sul serio!
Qual è il colmo per un vigile che va dal dottore? Sentirsi dire che deve fare qualcosa per la circolazione!
Qual è il colmo per un computer? Non avere un programma per la serata!

Curiosità
Il tapiro
Il tapiro è un animale davvero buffo, sembra il bislacco incrocio tra un cinghiale e il formichiere, con il corpo tozzo del primo e il naso allungato del secondo. Per indicare lo scarso acume da noi si usa la parola «asino», mentre in Brasile agli stolti viene affibbiato l'epiteto di «tapiro». In Italia invece l'animale è perlopiù associato al «tapiro d'oro», premio satirico dalla connotazione negativa assegnato da una trasmissione televisiva. Eppure questi grandi erbivori sono animali straordinari e dall'elevata importanza biologica. Ecco alcune informazioni che vi faranno guardare i tapiri con più rispetto.
Questi animali risalgono all'Eocene, periodo geologico compreso tra 58 e 27 milioni di anni fa; si ritiene si siano evoluti poco rispetto ai loro antenati e sono sopravvissuti a diverse ondate di estinzione. Oggi sopravvivono quattro specie di tapiro: il tapiro di montagna (Tapirus pinchaque), il tapiro di Baird (Tapirus bairdii), il tapiro americano (Tapirus terrestris) e il tapiro dalla gualdrappa (Tapirus indicus). Le prime tre specie hanno il manto bruno e vivono nelle foreste tropicali dell'America Meridionale, mentre l'ultima è di colore bianco-nero ed è diffusa nel Sud-Est asiatico.
I tapiri si riproducono molto lentamente, hanno un periodo di gestazione di 13-14 mesi e partoriscono solo un cucciolo alla volta. Questa «lentezza» potrebbe condannare i tapiri, minacciati dalla deforestazione e dalla caccia, se la popolazione dovesse subire un declino significativo è molto improbabile che possa riprendersi.
Da piccoli i tapiri sono scuri e coperti da strisce longitudinali e macchie gialle e bianche sul corpo e sulle zampe, un po' come i piccoli cinghiali. Questo manto serve a mimetizzarsi per eludere i predatori e viene sostituito dalla livrea adulta dopo cinque o sei mesi.
I cuccioli rimangono con la madre per circa 12-18 mesi dopo la nascita. Possono pesare fino a 300 chili. Grazie alla loro stazza i tapiri possono fare leva sugli alberi per raggiungerne i frutti. Sono animali docili per natura, ma possono attaccare se si sentono minacciati, soprattutto una femmina con i cuccioli. I tapiri sono creature notturne, trascorrono il giorno a dormire nelle fitte macchie boschive e si svegliano nel pomeriggio per mangiare.
Le abitudini notturne del tapiro e la sua predilezione per le zone di giungla più impervie fanno sì che sia difficile studiare sul campo questi animali. Tutt'oggi non si sa molto dell'etologia di questi mammiferi e molti dati sono stati raccolti da esemplari in cattività.
I tapiri coprono grandi distanze, attraversano habitat differenti e «creano» un collegamento tra le varie zone della foresta. Ingoiano i semi della frutta, camminano a lungo e defecano lungo i loro percorsi, disperdendo i semi e favorendo la creazione di un flusso genetico vegetale tra gli habitat. Non sono gli unici animali a farlo ma mangiando enormi quantità di frutta, distribuiscono un'elevata quantità di semi. La struttura delle foreste sarebbe molto diversa senza i tapiri.
I tapiri occupano vasti areali e condividono l'habitat con molti altri animali, ciò significa che se si protegge l'habitat del tapiro si tutelano molte altre specie.
Questi animali sono caratterizzati da una protuberanza sul labbro superiore, simile ad una piccola proboscide. Questo organo prensile viene utilizzato dai tapiri per afferrare foglie e frutti, come boccaglio quando si trovano in acqua per sfuggire dai predatori o semplicemente per rinfrescarsi.
I tapiri sudamericani sono presenti in tutto il Sud America. Data la loro ampia distribuzione la gente pensa che i tapiri siano molto numerosi, ma in realtà, i vari biomi che occupano non sono collegati. Il loro habitat viene distrutto costantemente e di fatto esistono solo piccole popolazioni isolate di tapiri in Sud America. Eppure ogni anno gli ambientalisti devono fare pressione per mantenere il tapiro sudamericano sulla Lista Rossa Iucn delle specie minacciate.
Recenti studi delle pratiche venatorie degli indigeni dell'Amazzonia hanno rivelato che le aree immediatamente circostanti agli insediamenti delle comunità sono prive di mammiferi. In luoghi nei quali ancora la deforestazione non è arrivata non si trovano tapiri, pecari o aguti, decimati dalla caccia.

Le posate nella storia
La storia delle posate, intese come strumenti fondamentali per la tavola, non è molto antica: per millenni l'uomo si è cibato servendosi soltanto delle mani, seduto per terra e usando eventualmente rudimentali cucchiai di legno per sorbire le pietanze brodose. Tuttora, in alcune parti della Terra, questa pratica conviviale assai semplice è comunemente utilizzata. Per la maggior parte della storia dell'uomo ci si è sempre cibati, anche durante i pasti regolari, servendosi delle mani e senza preoccuparsi di sporcare vestiti o tovaglie: si procedeva con lavaggi delle mani abbastanza frequenti, immergendole in appositi catini nei quali venivano diluite nell'acqua delle essenze profumate. I primissimi utensili furono cucchiaio e coltello, mentre per la forchetta è necessario attendere molti secoli in più.
Il termine cucchiaio deriva dal latino cochlea (chiocciola) perché il primo strumento naturale utilizzato dall'uomo per portare alla bocca pietanze liquide furono proprio i gusci di questi animali. Bisogna però attendere fino al XVI secolo per trovare un cucchiaio abbastanza simile a quello che utilizziamo oggi, cioè ovale e con il manico allungato. La moda del secolo portò a un perfezionamento della posateria per evitare che le grandi gorgiere portate al collo si sporcassero frequentemente: fu in questo periodo che nacquero i diversi tipi di cucchiaio, che cominciarono a differenziarsi secondo l'uso (da caffè, da thè, da minestra...).
La storia del coltello è prevalentemente legata a quella della metallurgia: prima di essa questo strumento veniva realizzato con ossa o pietre taglienti. Durante il Medioevo il coltello assume grande importanza poiché divenne una ufficiale arma da caccia o da combattimento e quasi tutti ne possedevano uno personale che portavano appeso alla cintura e infilato nella propria custodia. La lama veniva realizzata sempre con la punta aguzza poiché serviva anche per infilzare i cibi e portarli alla bocca.
La nascita della forchetta è la più recente: considerata nel Medioevo una sorta di perversione conviviale, veniva spesso nascosta e custodita con grande riserbo dai pochissimi che ne facevano uso. La consuetudine di portare alla bocca il cibo solido con le mani era assai radicata e tutto ciò che rappresentava una novità veniva interpretato come un affronto alle tradizioni. Cominciò ad essere sdoganata nel XVI secolo in Francia e in Italia. Nel 1581 Michel de Montaigne annotò, durante il suo viaggio in Italia, l'uso quotidiano di una forchetta individuale con due rebbi, sistemata tra due salviette insieme al pane, a un cucchiaio e a un coltello. Da questo momento l'uso delle posate diventò sempre più diffuso, sino a non poterne più fare a meno durante i pasti consumati a tavola.



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