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Numero 17 del 2019

Titolo: App che consente ai non vedenti di muoversi in ospedale in autonomia.

Autore: Redazionale.


Articolo:
App che consente ai non vedenti di muoversi in ospedale in autonomia.

Dalla Redazione.

Progettata da Azienda ASL e da Unione italiana ciechi, la app "Piacenza, il mio ospedale" consente anche alle persone con una disabilità visiva di muoversi in autonomia nella cittadella sanitaria, per prenotare al Cup, raggiungere gli ambulatori e la distribuzione farmaci.

Una app per muoversi in autonomia all'interno dell'Ospedale Guglielmo da Saliceto di Piacenza, utile a chi va a trovare una persona ricoverata ma anche a chi, dentro l'ospedale, deve fare una visita o un esame.

L'app accompagna l'utente nei reparti, negli ambulatori, nelle aree dedicate agli esami e agli accertamenti, al Cup e alla distribuzione dei farmaci.

Con una particolarità: "Piacenza, il mio ospedale" è realizzata in co-progettazione con l'Unione italiana dei ciechi e degli Ipovedenti cittadina e, tramite lo screen reader VoiceOver, consente anche alle persone con una disabilità visiva di accedere a tutte le funzioni presenti.

"Uno dei problemi insormontabili per noi sono gli elimina code, quei totem che emettono un numerino cartaceo in base alla prestazione richiesta, spiega Giovanni Taverna, presidente dell'Unione di Piacenza. Una persona cieca o con una ipovisione grave, come può sapere che pulsante premere? E una volta emesso il numero, come può leggerlo? E quando la persona viene chiamata, come fa a sapere a che sportello rivolgersi? E, alla fine, a causa dell’oggettiva inaccessibilità di tutte queste cose, Deve sempre chiedere aiuto a qualcuno?".

L'ospedale di Piacenza, come molti in Italia, è strutturato a palazzine, aspetto che complica ulteriormente l'orientamento di utenti e visitatori, e il Cup è all'angolo opposto rispetto all'ingresso pedonale. "Così ci siamo rivolti alla dirigenza dell'Azienda Usl, che si è dimostrata subito altamente ricettiva, e abbiamo iniziato un percorso insieme".

La app coniuga un sistema di navigazione interna e uno esterno e interagisce con l'elimina code.

In pratica, lo smartphone tramite l'app che è disponibile sia per i sistemi IOs, sia per quelli Android, "dialoga" con il totem: il telefono legge le prestazioni disponibili e comunica la scelta al sistema. Viene così emesso un biglietto virtuale.

Il telefono, tramite lo screen-reader, Voice Over o Talkback, comunica il numero all'utente e i tempi d'attesa. Quando arriva il proprio turno, il telefono emette un suono per avvisare l'utente. La comunicazione con l'informazione che il prossimo utente è una persona con disabilità, arriva anche all'impiegato allo sportello che, praticamente è tenuto a guardarsi intorno, rintracciare l'utente ed accompagnarlo allo sportello.

"Piacenza, il mio ospedale" per l'orientamento esterno sfrutta il GPS, mentre per quello interno si appoggia su sensori attivati con la tecnologia Bluetooth, che non interferiscono con le altre tecnologie ospedaliere.

il motto di Taverna è: "Se va bene per noi, va bene per tutti". Infatti, i due sistemi integrati permettono a tutti di orientarsi tra le strade della cittadella sanitaria e all'interno delle palazzine. Una serie di requisiti e caratteristiche che sono valse all'Azienda Usl di Piacenza il premio Innovazione Digitale in Sanità 2019 per l'area servizi al cittadino.

"Questa app è stata sviluppata e sperimentata, e lo è tuttora, insieme con le persone con disabilità, perché i suggerimenti migliori arrivano proprio da loro - sottolinea Stefano Fugazzi, responsabile unitario dell'accesso dell'Azienda Usl di Piacenza -. È stato un progetto lungo, lo sviluppo è durato 6 mesi, ma il coinvolgimento dell'Unione ciechi è stato determinante. Naturalmente, il nostro è un work in progress, perché recepiamo i feedback di chi scarica l'app e, se necessario, riportiamo le criticità agli sviluppatori, che intervengono per eliminare o aggiungere servizi e funzioni".

Nota di redazione: che dire, quando si raggiungono questi traguardi con l'aiuto delle tecnologie e si consente in un colpo solo di risolvere un problema per noi annoso in qualsiasi ufficio pubblico, oltre a desiderare di fare di persona i complimenti a chi ha pensato e realizzato questo sistema di navigazione, ti viene anche da imprecare. E le imprecazioni non sono poche, perché, ora se si volesse risolvere il problema così come lo hanno risolto a questo ospedale di Piacenza in tutti gli uffici che ci causano questi problemi, è necessario per forza un capitale enorme.

Infatti, anche se si avesse un poco di buona volontà e la lungimiranza solo di pensarci, sarebbero necessari troppi soldi e, con la situazione economica che ci ritroviamo, sappiamo tutti che è praticamente impossibile.

La rabbia viene anche perché il problema ci è stato causato nel momento in cui hanno progettato e costruito questi sistemi di totem pensando solo a chi vede e senza avere la mentalità di produrli accessibili. Eppure la legge Stanca è operativa dal Gennaio 2004!

Se ci avessero pensato, sono certo che con una minima spesa o allo stesso costo, avrebbero potuto far installare direttamente delle attrezzature accessibili anche per noi disabili della vista. Farlo ora significherebbe fare tutto da zero, il che, lo comprendiamo anche noi, è impossibile da realizzare, e lo è ovunque esistono queste barriere per i disabili visivi.

Fortunatamente nella nostra società l'idea di Progettare per tutti sta prendendo piede e tutto quello che viene rinnovato o costruito da zero, viene pensato e realizzato con l'accessibilità in testa, quindi, l'aver denunciato queste cose a partire da inizio secolo sta dando i suoi frutti ed è lecito sperare che tutto migliorerà in futuro per tutti i disabili e che di barriere ne troveremo in giro sempre meno.

Per la redazione, Nunziante Esposito



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