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Voce Nostra

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Numero 7 del 2019

Titolo: Medicina- Che cosa succede al tuo corpo quando mangi troppa carne rossa

Autore: Redazionale


Articolo:
(da «Corriere Salute» del 19 marzo 2019)
Le proteine sono fondamentali per un'alimentazione bilanciata, ma esagerare con la carne rossa può portare a una serie di disturbi che possono anche sfociare in patologie gravi. Quando si consuma carne va ricordato che quella da allevamenti intensivi ha un profilo nutrizionale peggiore rispetto a quella proveniente da un animale che mangia erba in cui ci sono meno grassi saturi e più omega 3.
Sonno e stanchezza
Le proteine sono conosciute per il loro potere di fornire quell'energia che dura nel tempo. La proteina ha un processo digestivo più lento, produce più scorie metaboliche e non dà quindi una spinta energetica immediata: questa caratteristica appartiene invece ai carboidrati, fonte primaria di energia per il cervello e una loro carenza rende molto difficile la concentrazione. Sentirsi stanchi e deconcentrati può essere il segnale di un eccesso proteico nell'organismo, soprattutto in relazione alla produzione di un eccesso di scorie (ad es. i corpi chetonici, che possono dare mal di testa, stanchezza ed irritabilità).
Capelli e pelle sciupati
Esagerare con la carne (trascurando altre categorie alimentari) può portare a una carenza di nutrienti, come ad esempio la vitamina C, che si trova raramente nei prodotti animali. La vitamina C svolge un ruolo importante nella formazione del collagene, proteina alla base della crescita di pelle, capelli, unghie, ossa e altro ancora. Una carenza quindi può essere alla base di capelli deboli, pelle sciupata, ruvida o irregolare. «Il problema non è solo la carenza di vitamina C» precisa Stefano Erzegovesi, medico nutrizionista e psichiatra, responsabile del Centro per i disturbi alimentari dell'Ospedale San Raffaele di Milano «ma, soprattutto, la carenza di sostanze antiossidanti, di cui sono ricchissimi i problemi vegetali (pensiamo agli innumerevoli colori di frutta e verdura: ognuno corrisponde ad una famiglia di antiossidanti). Quindi, se mangiamo una bella bistecca, ricordiamoci di aggiungere una abbondante porzione di verdura, così abbondante da riempire, da sola, un piatto da portata».
Stitichezza
La carne è quasi priva di fibra, che normalmente è contenuta in frutta, verdura e cereali integrali. Costipazione e dolorosi movimenti intestinali sono uno dei primi segnali che nella dieta manca la fibra e che si sta esagerando con la carne. La ridotta funzionalità dell'intestino facilita l'accumulo di sostanze nocive e interferisce con l'assorbimento delle sostanze nutritive. «La fibra, quindi cereali integrali, legumi, verdura, frutta, è importantissima non solo per il corretto funzionamento dell'intestino, ma anche per l'ottimale salute dei nostri batteri intestinali amici, che modulano moltissime funzioni, ad esempio il sistema immunitario» aggiunge Erzegovesi.
Alito cattivo
Mangiare troppa carne può causare alito cattivo. Quando il corpo va in riserva di carboidrati comincia a usare il grasso come combustibile metabolico e questo favorisce la produzione di chetoni, che possono dare all'alito uno spiacevole odore di acetone. «Oltre ai corpi chetonici» spiega Erzegovesi «le proteine animali digerite male possono produrre, a livello di batteri intestinali nel colon, una serie di prodotti del metabolismo putrefattivo, come l'ammonio, le nitrosammine o l'idrogeno solforato (quest'ultimo si usa per le fialette puzzolenti di carnevale). È da specificare che il metabolismo putrefattivo si attiva molto in caso di eccesso di proteine: quindi mangiamone di meno (ad esempio 100 g di carne), ma di ottima qualità e non provenienti da allevamenti intensivi».
Aumenta il colesterolo
La carne è ricca di grassi saturi e la ricerca suggerisce che aumentano il colesterolo cattivo (Ldl) che, a sua volta, aumenta il rischio di sviluppare malattie cardiache.
Calcoli renali
L'eccesso di proteine può provocare danni ai reni. In particolare le proteine a base animale sono ricche di composti chiamati purine che si scompongono in acido urico e troppo acido urico aumenta il rischio che si formino calcoli renali. Con la carne viene inoltre introdotto l'azoto, una molecola contenuta solo nelle proteine e non nei carboidrati e nei grassi. Se l'azoto viene introdotto in quantità eccessiva rispetto ai fabbisogni deve essere eliminato (sono le cosiddette «scorie azotate») attraverso i reni. E anche in questo caso, il super lavoro dei reni per eliminare le scorie in eccesso, può aumentare il rischio di calcoli renali, soprattutto per le persone già inclini e, nel caso di persone anziane e-o con problemi renali, promuovere un'insufficienza renale. «Importante, anche in questo caso, considerare la dose: è l'eccesso di proteine animali che causa problemi ai reni, non la proteina animale di per sé».
Rischio di disidratazione
A lungo andare, come detto, con il consumo di carne rossa in eccesso, viene prodotto molto acido urico che, se non correttamente smaltito, può portare danni seri ai reni e al fegato, sottoposti a un super lavoro per eliminare le scorie azotate. Con l'aumento di acido urico i reni hanno bisogno di più acqua per diluire le tossine attraverso l'urina: per questo si rischia di rimanere disidratati senza rendersene conto. La disidratazione può essere anche indiretta: mangiando più carne, mangiamo più sale e meno verdure, quindi a maggior ragione siamo a rischio di disidratazione.
Aumento di peso
È vero che l'apporto di proteine e l'esercizio fisico possono costruire un corpo tonico, ma può verificarsi un effetto indesiderato perché la carne contiene anche grassi saturi. «Quindi sfatiamo una volta per tutte il mito per cui per dimagrire va bene mangiare bistecca ed insalata» chiarisce ancora Erzegovesi. «Un eccesso di proteine fa perdere peso sul breve periodo (settimane-mesi), ma fa aumentare di peso sul lungo periodo (anni). Non solo per i grassi saturi: un eccesso di proteine animali, quindi senza fibre, seleziona i batteri intestinali più «risparmiatori», che rendono più difficile la perdita di peso».
Aumenta il rischio di cancro
Le carni rosse (bovine, suine, ovine, equine e caprine) sono state dichiarate «probabilmente» cancerogene sia dal Wcrf che dall'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (Iarc) nel 2015 perché è stato individuato un legame diretto tra queste e (soprattutto) il tumore al colon-retto, primo in termini di incidenza in Italia. L'indicazione del Fondo mondiale per la ricerca sul cancro è di limitarne il consumo a 300 grammi alla settimana (limite che sale a 500 grammi in quelle popolazioni che hanno l'abitudine a consumare molta carne rossa). La carne rossa è ricca di ferro-Eme, altamente ossidante, per cui aumenta la produzione di radicali liberi che hanno un effetto cancerogeno e generano infiammazione intestinale.
Gotta
L'acido urico in eccesso, sostanza di scarto che deriva anche da un eccessivo consumo di carne, viene eliminato all'80% dal rene e per il 20% dall'intestino. Quando l'acido urico nel sangue supera determinati livelli possono formarsi dei cristalli, responsabili di una reazione infiammatoria molto potente a carico delle articolazioni e dei tessuti, la cosiddetta gotta, che è una forma di artrite dolorosissima.
Osteoporosi
Un eccesso di proteine animali tende ad acidificare l'organismo, quindi rischia di attivare una reazione di rilascio di ioni calcio dalle ossa, nel tentativo di alcalinizzare il sangue circolante, quindi di portare ad una rarefazione del tessuto osseo (osteopenia che, nei casi più gravi, diventa osteoporosi).
Dosi di proteine
«Importantissimo è alternare le proteine animali con proteine vegetali, ovvero legumi» suggerisce Stefano Erzegovesi. «Cerchiamo, con gradualità per non infastidire la nostra pancia se poco abituata, di aggiungere legumi, fino ad arrivare ad almeno una volta al giorno (quindi 7 volte a settimana proteine animali e 7 volte a settimana legumi)». Per le proteine di origine animale è importantissima la varietà: carne, pesce, uova. Quindi quanta carne si può consumare a pasto? «100 grammi a crudo di carne sono più che sufficienti» raccomanda il nutrizionista.
Cristina Marrone



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