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Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ETS - APS

 

Corriere Braille

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Numero 17 del 2019

Titolo: In ricordo di Francesco Fratta

Autore: Vincenzo Massa


Articolo:
Il 21 marzo u. s. il Centro Nazionale del Libro Parlato è stato intitolato, al compianto Francesco Fratta alla presenza dei componenti della Direzione Nazionale e del personale della sede nazionale. Il presidente nazionale Uici, Mario Barbuto, ha interrotto i lavori della Direzione Nazionale, che si stavano svolgendo nel salone Enzo Tioli presso la sede nazionale, e anche in collegamento con gli ascoltatori di Slash Radio e alla presenza dei familiari di Francesco Fratta ha voluto ricordare l'uomo, l'amico, il dirigente con queste parole:
«Un anno fa abbiamo accompagnato il nostro caro amico e componente della Direzione Francesco Fratta nel suo viaggio eterno e abbiamo salutato con tristezza e con dolore questa scomparsa che ha tolto a ciascuno di noi un pezzo dei propri sentimenti, un pezzo dei propri affetti, oltre ad aver tolto alla intera nostra associazione una componente importante proprio per la competenza, la cultura, ma anche per la pacatezza, la mitezza, la chiarezza di ragionamento che accompagnavano sempre l'opera, l'azione, gli interventi, la riflessione di Francesco. Oggi siamo qui per compiere un'azione che rende onore a tutta la nostra Unione, perché dimostra come l'Unione sappia ricordare, ed avere sempre presenti nella memoria, i suoi figli migliori, i figli che si sono spesi perché l'Unione fosse ogni giorno di più un tantino migliore, un pochino più vicina alle persone, un pochino più attenta ai bisogni di ciascuno. E in questo senso l'opera di Francesco si era concentrata soprattutto in quello che era forse uno dei suoi momenti ai quali teneva di più: il Libro Parlato, la diffusione della cultura; si è adoperato tanto perché il Libro Parlato arrivasse direttamente alle nostre sezioni e consentisse di rappresentare un elemento di servizio ai nostri soci che le sezioni prima di tutto dovevano e potevano offrire. Francesco, poi, si è impegnato, oltre che su tutte le tematiche generali dell'Unione, su tutti gli aspetti dell'accessibilità, della cultura, dei musei, del cinema, della televisione, ha dato tanto perché il tema dell'accessibilità, del diritto a fruire della cultura, della conoscenza, fosse un diritto vero, reale e conquistato. Credo che il modo migliore di onorare Francesco sia, da parte nostra, quello di lavorare tutti i giorni perché l'Unione sia un po' di più come lui la desiderava, come lui la sognava e cioè un'associazione di persone che al di là del loro modo di pensare, di agire, delle loro visioni personali della società, fossero persone solidali tra loro, persone che camminano giorno per giorno, gomito a gomito, che dividono spesso la stessa area, lo stesso pane, gli stessi profumi e che quindi hanno il diritto e il dovere di stare insieme per migliorare la vita di tutti. Il modo più concreto che abbiamo ritenuto giusto per onorare il ricordo di Francesco, l'insegnamento di Francesco e la presenza di Francesco, non nel nostro passato ma nel nostro futuro, è stato quello di intitolargli il nostro Centro Nazionale del Libro Parlato, un orgoglio, un fiore all'occhiello di questa associazione e di legarlo per sempre al nome, alla figura e al ricordo di Francesco. Oggi compiremo questo atto, che non è un atto formale, non è la scopertura e la messa in evidenza di una targa, ma è un momento perché l'Unione possa dire a se stessa e a tutti quelli che ci guardano, che i suoi figli migliori sono nel nostro cuore, sono insieme a noi e Francesco è il primo tra questi. Katia Caravello proseguirà l'opera di Francesco, c'è da farsi tremare le vene e i polsi in questo proseguire, ma siamo certi che con l'aiuto e il sostegno di tutti riusciremo a fare quanto Francesco avrebbe desiderato. Da oggi formalmente il Centro porta il nome di Francesco, è nel cuore dell'Unione, nel cuore della sua struttura della sua sede nazionale. Da oggi Francesco Fratta per sempre è componente di questa Direzione Nazionale. Caro Francesco ci piace immaginarti abitare una stella nel cielo da dove vegli su di noi e sull'associazione per la quale ti sei speso fino all'ultimo».
Forte è la commozione di tutti al termine dell'intervento del presidente Barbuto, con voce rotta dall'emozione, ha chiesto alla nuova responsabile del servizio, Katia Caravello, alla figlia, Irene, e alla moglie di Francesco, Rosalba, di intervenire. Questa la testimonianza di Katia Caravello. «È difficile intervenire dopo le belle parole dette dal Presidente e poi perché, nonostante sia passato un anno, faccio ancora molta fatica a parlare di Francesco. Per me sicuramente è un grandissimo onore aver preso in mano il lavoro di Francesco e mi impegnerò per portarlo avanti come lui avrebbe voluto anche se non è semplice perché il vuoto, anche culturale, lasciato da lui è difficile da colmare, ma ci metterò tutto il mio impegno. Negli anni abbiamo collaborato tanto insieme e un pochino so quali erano le sue intenzioni, i suoi desideri, quindi mi auguro veramente di poter fare un buon lavoro e sono molto orgogliosa di poterlo fare».
La parola passa a Irene Fratta che racconta di suo padre. «Quello che posso dire è che io spesso, soprattutto negli ultimi anni, ho accompagnato nei vari viaggi in giro per l'Italia il mio papà e qualche volta c'era anche Michela, la piccolina, e molto spesso ci siamo trovati in musei, in situazioni in cui lui era molto attivo e ho potuto con piacere toccare con mano anch'io insieme a lui quello che era un suo grande desiderio, cioè portare l'arte a tutti. Questo in realtà si vedeva anche nella sua vita privata, dove l'amore per l'arte è un qualcosa che da lui e dalla mia mamma mi è stato trasmesso in modi molto differenti e come spesso è, noi figli, siamo i figli di quello che i nostri genitori ci insegnano, ci comunicano, ci passano ogni giorno. Quello che ho imparato dal mio papà sono tantissime cose e una di queste era il rispetto e l'apertura mentale verso qualunque tipo di persona, dove ognuno di noi è una persona con le sue difficoltà, con i suoi limiti, con le sue differenze culturali e quant'altro. È importantissimo riuscire a dare a tutti la possibilità di godere di qualcosa che per noi è importante, che può essere l'arte, la musica... Spero, anzi ne sono sicura, che Katia porterà avanti questo compito con dedizione, anche frutto degli insegnamenti e di tutte le chiacchiere che ha fatto negli anni con papà. Vi ringrazio di cuore per questa intitolazione che non è solo il momento in cui scopriremo la targa, ma tutto quello che ne consegue».
Le parole conclusive spettano alla moglie di Francesco, Rosalba. «Ho conosciuto Francesco quando eravamo al liceo e quindi ho seguito il suo crescere, siamo cresciuti insieme, abbiamo fatto un percorso dal buio alla luce, siamo tornati al buio... ma quello che io voglio dirvi è che lui ci ha sempre trasmesso un senso di amore enorme. In quest'anno di assenza io ho potuto vedere come abbia seminato questo amore, anche le persone più incredibili, più improbabili, i suoi allievi che incontro mi raccontano dei pezzi della sua vita. Il giorno in cui c'è stata la cerimonia di congedo dal suo corpo eravate molti di voi presenti, non ricordo i visi, ma ricordo le parole di Mario che mi hanno toccato profondamente e credo che esprimessero il pensiero di molti. Io lo sento vivo, nel senso che è diventato qualcos'altro ma è con noi e ci trasmette energia; mi viene da dire: se il grano non muore qui il grano sta germogliando, germoglia nelle figlie, nei progetti e nel vostro impegno quotidiano perché la cultura, il sapere, sono stati il cardine della sua vita. Un pezzo della sua biblioteca, che era una biblioteca ricchissima, è stata restituita al liceo dove lui ha insegnato, perché i libri tornassero ai giovani, perché la sua biblioteca fosse ancora utilizzata, così come altre cose che gli appartenevano, anche gli strumenti musicali che verranno toccati e usati da Michela. Grazie per questa bellissima cerimonia e buona vita a tutti».
Scoperta la targa, la commemorazione di Francesco Fratta è stata conclusa dalla musicista di casa, la figlia Michela, che ha regalato a tutti due brani musicali eseguiti al pianoforte commuovendo tutti gli amici che negli anni avevano potuto apprezzarne le doti artistiche.



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