Data: 21/09/2026
GdL 3 - Pari opportunità, Parità di genere
Verbale della riunione della VII Commissione:
Ipovisione, prevenzione, riabilitazione e accesso ai servizi sanitari
Data: 21 settembre 2026
Ora di convocazione: 12:30
Modalità: Online (piattaforma Zoom)
Protocollo: n. UICI009396 del 16 settembre 2026
Presenti: Simona Trudu; Giorgio Ricci; Federico Bartolomei; Adoriano Corradetti; Giuliano Frittelli; Marco Mori
Segreteria: Rita Zauri e Concetta Patafi
Verbalizzante: Rita Zauri
Ora di chiusura: 14:00
Primo punto all'odg: Accessibilità ai servizi sanitari delle persone con disabilità visiva - Proposta di un questionario
In apertura viene evidenziata la persistente difficoltà incontrata dalle persone con disabilità visiva nell’accesso ai servizi sanitari. Si rileva, in particolare, la necessità di acquisire un quadro più chiaro e aggiornato circa l’esistenza, sul territorio, di convenzioni, accordi o percorsi sanitari specificamente rivolti alle persone cieche e ipovedenti.
A tal fine viene proposta la realizzazione di un’indagine strutturata, attraverso la predisposizione di un questionario da somministrare a livello regionale, con l’obiettivo di raccogliere informazioni sulle esperienze già esistenti, sui servizi disponibili e sulle eventuali criticità riscontrate.
Per agevolare la raccolta e la successiva elaborazione dei dati, si propone di utilizzare uno strumento digitale, quale ad esempio Google Forms, che consenta di acquisire le risposte in maniera uniforme e di ottenere automaticamente una prima organizzazione statistica dei risultati.
Viene sottolineata l’importanza di confrontarsi con le realtà territoriali già operative e di valorizzare le esperienze positive. In particolare, viene richiamata la buona prassi sviluppata dalla Sezione di Torino, che potrebbe essere approfondita e utilizzata quale modello di riferimento per predisporre indicazioni operative da condividere con le altre strutture interessate.
Si ribadisce, infatti, come la conoscenza e la diffusione delle buone prassi rappresentino un elemento fondamentale: esperienze e servizi, se non adeguatamente comunicati e condivisi, rischiano di rimanere circoscritti al singolo territorio e di non produrre benefici più ampi.
Il coordinatore Ricci preparerà una possibile nota da fare pervenire ai Consigli regionali per richiedere di acquisire eventuali accordi, convenzioni, tra le sezioni dei rispettivi territori e le aziende sanitarie, pubbliche e private.
Secondo punto all'odg: COS - Stato dell’arte e utilizzo della strumentazione - Proposte operative ed eventuale predisposizione di un documento programmatico;
Si passa quindi ad esaminare la situazione relativa alle strumentazioni fornite in dotazione ai Centri Oculistici Sociali (COS), con particolare riferimento alla Fundus Camera Aurora.
Dall’ultima indagine condotta alcuni mesi fa è emerso che, presso alcuni COS, tali apparecchiature non vengono utilizzate pienamente o con la necessaria continuità.
A questo proposito viene richiamata l’esperienza positiva del COS di Reggio Emilia, che ha messo temporaneamente a disposizione la propria Fundus Camera ad altre Sezioni. Tale esperienza induce a valutare la possibilità di strutturare un sistema di interscambio temporaneo delle attrezzature, soprattutto nei casi in cui un Centro disponga del macchinario ma non riesca a utilizzarlo con continuità, mentre altri territori ne abbiano necessità per lo svolgimento di specifici progetti.
Per rendere questa pratica maggiormente sicura e organizzata, si propone di predisporre un apposito documento di consegna e presa in carico, sottoscritto sia dalla struttura che concede temporaneamente il macchinario sia da quella che lo riceve.
Nel documento dovranno essere chiaramente definite le responsabilità relative al trasporto, alla custodia, al corretto utilizzo dell’apparecchiatura, alla prevenzione di eventuali danni e alla riconsegna nei tempi e nelle condizioni concordate.
L’esperienza maturata a Reggio Emilia viene valutata positivamente e potrebbe pertanto rappresentare una base dalla quale partire per definire una procedura condivisa.
Programma di Intelligenza Artificiale collegato alla Fundus Camera
Viene inoltre segnalato che l’abbonamento al programma di Intelligenza Artificiale collegato all’utilizzo della Fundus Camera risulta scaduto.
Si ritiene pertanto necessario effettuare una valutazione sull’effettiva utilità del servizio, sui costi di rinnovo e sul numero di Centri realmente in grado di utilizzarlo, al fine di stabilire se sia opportuno procedere alla riattivazione dell’abbonamento.
La decisione dovrà essere collegata anche alla programmazione futura delle attività dei COS e al livello di effettivo utilizzo delle apparecchiature.
Difficoltà nel reperimento di personale specializzato
Riprendendo i risultati dell’indagine precedentemente svolta sui COS, viene ricordato come una delle principali cause del mancato o ridotto utilizzo delle Fundus Camera sia rappresentata dalla difficoltà a reperire ortottisti e medici oculisti disponibili a collaborare alle attività.
La presenza della strumentazione, infatti, non è di per sé sufficiente a garantire il funzionamento dei progetti, se non è accompagnata dalla disponibilità di professionisti qualificati.
Si ritiene pertanto necessario iniziare a prevedere, nell’ambito della programmazione dei progetti, un budget specificamente destinato al coinvolgimento di ortottisti e oculisti, in modo da poter riconoscere adeguatamente la loro attività professionale e favorirne una partecipazione stabile e programmata. Magari iniziando dai COS più attivi, anche per stimolare maggiore impegno in ambito nazionale.
Richiesta di una Fundus Camera per il Molise
Nel corso della discussione, Corradetti illustra l’intenzione di sviluppare in Molise uno specifico progetto nell’ambito della prevenzione visiva. Evidenzia, tuttavia, che sul territorio non è attualmente disponibile una Fundus Camera e ne rappresenta pertanto la necessità, chiedendo che venga valutata la possibilità di assegnarne o metterne a disposizione una. La richiesta potrà essere esaminata anche alla luce della proposta di interscambio delle apparecchiature tra i diversi territori.
Considerata la complessità dell’argomento e le note difficoltà di alcuni Centri COS, nonché il valore strategico che l’UICI attribuisce alla prevenzione e alla funzione sociale dei COS, in particolare a favore delle fasce di popolazione più fragili, il gruppo di lavoro predisporrà un documento strategico.
Il documento, tenendo conto delle criticità esistenti, formulerà possibili proposte utili a migliorare la qualità e l’efficacia delle attività di prevenzione e di oftalmologia sociale. Il testo sarà sottoposto all’esame e all’approvazione del gruppo nella prossima riunione.
Terzo punto all'odg: Opuscolo sull’ipovisione “COME TI VEDO IO” - Revisione, rimodulazione e integrazione dei contenuti;
Viene quindi affrontato il tema della revisione dell’opuscolo dedicato all’ipovisione “Come ti vedo io”.
Si concorda sulla necessità di procedere a una rivalutazione e a un aggiornamento complessivo dei testi, sia sotto il profilo scientifico sia sotto quello comunicativo, al fine di rendere il materiale maggiormente attuale, comprensibile e utile a tutte le fasce d’età, alle loro famiglie e alle istituzioni.
Giorgio Ricci propone di organizzare i contenuti relativi alle patologie visive in tre grandi aree, distinte in base alle diverse fasi della vita:
- patologie che interessano prevalentemente l’età infantile;
- patologie che riguardano l’età adulta;
- patologie più frequentemente correlate all’età anziana.
A queste sezioni dovrebbero aggiungersi specifici capitoli dedicati alla riabilitazione visiva e agli aspetti legislativi e normativi.
Nella parte relativa alla riabilitazione si ritiene opportuno affrontare anche i temi degli ausili, del progetto di vita della persona con disabilità visiva e delle modalità attraverso le quali accedere e richiedere un percorso riabilitativo qualificato.
L’obiettivo sarà quello di offrire non solo informazioni sulle patologie, ma anche indicazioni concrete sulle possibilità di presa in carico e sui percorsi disponibili successivamente alla diagnosi, con particolare attenzione alle aree del Paese in cui i Centri di riabilitazione risultano carenti o assenti.
Per procedere in modo rapido ed efficace, valorizzando anche il contributo di professionalità esterne al gruppo di lavoro, nel prossimo incontro Ricci presenterà una sintesi dello schema discusso. Tale documento costituirà la base per affidare ai componenti del gruppo e ad eventuali esperti esterni la revisione e la rimodulazione dei singoli capitoli dell’opuscolo.
Ultimo punto all'odg: Comunicazioni dei componenti
Nel corso del confronto emerge inoltre una significativa disomogeneità territoriale nell’ambito della riabilitazione visiva. Viene evidenziato che alcune Regioni non dispongono ancora di un vero e proprio centro di riferimento dedicato alla riabilitazione visiva. Si segnala inoltre come, nel linguaggio corrente, anche all’interno della nostra Associazione, si utilizza spesso il termine “centro di ipovisione” per indicare invece un Centro di riabilitazione, generando in molti casi malintesi tra gli utenti, le famiglie, ma anche tra le istituzioni.
A tale riguardo viene ricordato che il prof. Virgili, nell’ambito del Tavolo tecnico ministeriale, ha avanzato la proposta di procedere a un’attività di monitoraggio dei centri di riabilitazione visiva, con l’obiettivo di identificarli con maggiore precisione e favorirne l’inserimento nell’apposito registro INVAT.
La creazione e l’aggiornamento di un registro consentirebbero di offrire alle persone interessate informazioni più chiare sui servizi realmente presenti sul territorio e, al contempo, permetterebbero di effettuare un monitoraggio sulla qualità e sulle attività svolte dai diversi centri.
Viene sottolineata, inoltre, la necessità di lavorare per una maggiore uniformità delle valutazioni e dei protocolli, stabilendo requisiti e criteri condivisi per il riconoscimento e l’inserimento dei centri nel registro.
In una prima fase, si potrebbe partire dai principali Centri già censiti o inseriti attraverso INVAT, con l’obiettivo di favorire, almeno per queste strutture, una maggiore standardizzazione dei protocolli e delle procedure adottate.
Parallelamente, appare utile rafforzare la collaborazione con INVAT, al fine di migliorare la conoscenza e la mappatura delle strutture, dei servizi e delle attività presenti sul territorio.
A questa attività di monitoraggio e comunicazione dovrà contribuire attivamente anche la Fondazione IAPB, che cura la gestione del Polo Nazionale e intrattiene rapporti convenzionali con alcuni CERV.
Prossimo Convegno AMGO
In conclusione viene affrontata la programmazione del prossimo Convegno AMGO.
È attualmente in corso una riflessione sull’organizzazione dell’evento all’interno di un istituto, in modo da garantire una sede adeguata sia sotto il profilo logistico sia rispetto alle finalità scientifiche e divulgative dell’iniziativa.
Tra le ipotesi attualmente prese in considerazione figura la città di Milano, con possibile svolgimento del convegno nel mese di maggio 2027.
Gli aspetti organizzativi, la sede definitiva, il programma scientifico e le modalità di partecipazione saranno oggetto di successivi approfondimenti.
Si evidenzia come le attività convegnistiche rappresentino uno strumento importante per far conoscere progetti, servizi, esperienze territoriali e buone prassi.
Il convegno non deve quindi avere esclusivamente una funzione scientifica, ma deve costituire anche un’occasione per mettere in rete le diverse realtà, favorire lo scambio di esperienze e diffondere modelli organizzativi che possano essere replicati in altri territori.
In tale prospettiva, si ribadisce l’importanza di valorizzare le esperienze già consolidate e di favorire un maggiore coordinamento tra i centri e le strutture impegnate nelle attività di prevenzione e riabilitazione visiva.
Azioni da sottoporre all'attenzione della Direzione nazionale:
- predisposizione di un questionario regionale sulle convenzioni e sui percorsi sanitari rivolti alle persone con disabilità visiva;
- raccolta e condivisione delle buone prassi già presenti sul territorio, a partire dall’esperienza della Sezione di Torino;
- definizione di una procedura e di un documento per il prestito e l’interscambio delle Fundus Camera tra COS e Sezioni limitrofe;
- Verifica dei costi e dell’opportunità di rinnovare il programma di Intelligenza Artificiale collegato alla Fundus Camera;
- previsione, nei progetti dei COS, di risorse economiche destinate al coinvolgimento di ortottisti e oculisti;
- aggiornamento e rimodulazione dell’opuscolo “Come ti vedo io”, con riorganizzazione dei contenuti per fasce d’età e approfondimenti su riabilitazione, ausili, progetto di vita e normativa;
- approfondimento della proposta di monitoraggio e registrazione dei centri di riabilitazione visiva; andrà costituito uno specifico gruppo con la partecipazione di Fondazione IAPB e Professionisti. La materia è estremamente complessa e il monitoraggio dovrà essere una puntuale fotografia dell’esistente. Purtroppo le annuali relazioni al parlamento, sono ormai un copia e incolla senza un reale e veritiero riscontro di qualità, ma anche di presenza dei centri sui territori;
- prosecuzione dell’organizzazione del prossimo Convegno AMGO, valutando l’ipotesi di Milano quale sede per maggio 2027.