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Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ETS - APS

 

Testo del Verbale

Data: 19/02/2026

Comitato Nazionale dei Genitori, Soci Tutori U.I.C.I.


UICI - UNIONE ITALIANA DEI CIECHI E DEGLI IPOVEDENTI
GENITORI - ASSEMBLEA DEI COORDINATORI REGIONALI


SEDUTA DEL 19 FEBBRAIO 2026
CONVOCAZIONE: Prot. UICI001485 del 10.2.2026
MODALITÀ: online
AVVIO LAVORI: h. 16:00
CHIUSURA LAVORI: h. 17:50
SEGRETARIA VERBALIZZANTE: Marinica Mecca
PRESENTI:
per la Direzione nazionale, Maria Mencarini
per la Basilicata, Dario Sabia
per la Campania, Carmen Puzo
per l’Emilia Romagna, Katiuscia Simonella, presente dalle 17:30
per il Friuli Venezia, Giulia Valeria Scapin
per il Lazio, Elena Peruzzi
per la Liguria, Samuele Marras in sostituzione di Nicolò Pagliettini
per le Marche, Serena Stronati
per il Piemonte, Diego Borsetti
per la Puglia, Domenico De Liso
per la Sardegna, Samuela Piscedda
per la Sicilia, Ivete Leite Cultrone
per il Veneto, Silvia Trevelin, presente dalle 16:45
ASSENTI:
Debora Fabriani, Abruzzo
Agostino Marzella, Calabria
Nicola Stilla, Lombardia
Barbara Ricci, Molise
Silvia Secchi, Toscana
Azzurra Guagnano, Trento
Elena Seciu, Valle d'Aosta,
ASSENTI PER MANCATA DESIGNAZIONE: Bolzano e Umbria

ORDINE DEL GIORNO:
1) Presentazione delle Coordinatrici e dei Coordinatori assenti all’Assemblea del 20 gennaio 2026
2) Elezione dei Componenti e del Coordinatore del Comitato nazionale
3) Varie ed eventuali

SVOLGIMENTO DEI LAVORI

1) Presentazione delle Coordinatrici e dei Coordinatori assenti all’Assemblea del 20 gennaio 2026
Mencarini, in qualità di Coordinatrice nazionale (così di seguito), assume la presidenza dell’Assemblea e, alle 16:15, verificato che sono presenti 11 dei 19 convocati e che i convenuti sono in grado di partecipare e di intervenire alla discussione, dichiara l’Assemblea validamente costituita.
Invita, quindi, i Coordinatori regionali, assenti alla precedente seduta, a voler presentare se stessi e la propria realtà regionale.
Viene avviato il giro di tavolo. Essendo il presente verbale pubblico, vengono omesse le note di carattere personale.

Scapin - Friuli Venezia Giulia
A seguito della trasformazione dell’Istituto per ciechi ‘Rittmeyer’ in Azienda pubblica di servizi alla persona (ASP) e al suo successivo commissariamento, l’offerta di servizi in favore dei bambini, degli alunni e degli studenti friulani e, in particolare, triestini, si è ridotta.
I bisogni dei ragazzi trovano parziale ristoro presso il Centro di consulenza tiflodidattica (d’ora in poi: CCT) che, con una sola dipendente, cerca, tuttavia, di garantire, in entrambi i cicli scolastici, il presidio dei GLO, l’aggiornamento tiflo-informatico dei docenti, lo snellimento delle procedure di richiesta dei libri di testo in formato accessibile e attività di consulenza presso le scuole.
Presso le quattro Sezioni territoriali UICI è presente almeno una persona in grado di affiancare, orientare e sostenere i ragazzi nei rispettivi percorsi di crescita, suggerendo attività di autonomia personale, di orientamento e mobilità, di alfabetizzazione informatica e, anche, terapie occupazionali.
La partecipazione è, tuttavia, scarsa.
A Trieste e nella relativa provincia, i ragazzi, con disabilità visiva e con disabilità visiva più altre, sono diversi; tuttavia, solo uno di essi, iscritto alla secondaria di primo grado, è associato all’UICI.
Il numero dei minori iscritti alle UICI di Udine e di Gorizia non è noto; in ogni caso, in nessuna delle due strutture, sono presenti gruppi organizzati di genitori, che, specie se residenti nell’udinese, fanno spesso capo all’Associazione ‘La nostra famiglia’ di Pasian del Prato.
La situazione è diversa a Pordenone. Qui, i minori Soci UICI sono 12; di essi: 2 frequentano la primaria, 3 la secondaria di primo grado e 7 la secondaria di secondo grado. I genitori di questi ragazzi partecipano e contribuiscono alla vita associativa, proponendo attività alle quali aderiscono, quando le distanze chilometriche lo consentono, anche famiglie residenti nell’udinese e nel trevigiano.
Il servizio socio-educativo è erogato dai Comuni e prevede l’intervento di un educatore, a scuola o a domicilio, o, in alternativa, il finanziamento, a valere sul ‘Fondo per l’autonomia possibile’, di progetti dedicati.
Il punto dolente è che sia il personale docente, sia il personale socio-educativo, sono privi di una formazione adeguata, specie in relazione alla ipovisione grave e alla cecità parziale.
De Liso - Puglia
La maggiore difficoltà, per i genitori pugliesi, rimane quella di assicurare ai propri figli, ciechi, ipovedenti, con disabilità complessa, un’educazione scolastica di qualità.
L’assistenza educativa è garantita, agli alunni della scuola primaria, dai Comuni di residenza; tuttavia, il servizio viene erogato in ritardo e ciò nuoce tanto agli apprendimenti, quanto alla serenità familiare.
Nelle scuole secondarie, la difficoltà è data dalla inadeguata qualificazione, sia didattica, sia informatica, del personale docente di sostegno; accade, ad esempio, che gli ausili che vengono messi a disposizione dei ragazzi, videoingranditori, lavagne interattive multimediali (LIM), ecc., restino inutilizzati.
La funzione del sostegno scolastico è a tal punto misconosciuta che è, purtroppo, accaduto che alcuni dirigenti scolastici, in violazione delle norme, abbiano impiegato i docenti nominati su posti di sostegno in altre attività.
Molto spinoso è poi l’inserimento post-scolare, tanto nel mondo lavoro, quanto nel sistema dell’assistenza semi-residenziale diurna.
Il Centro ‘Messeni Localzo’, con sede a Rutigliano, in provincia di Bari, offre una buona gamma di servizi; presta, infatti, consulenza alle famiglie e alle scuole, svolge corsi di aggiornamento professionale, realizza laboratori didattici. La capacità di intervento del Centro è, tuttavia, limitata rispetto alle necessità. D’altra parte, il ‘Messeni Localzo’ è difficilmente raggiungibile per chi risiede nelle parti più periferiche della Regione. Per queste ragioni, si sta provando ad ottenere, con il sostegno del Garante regionale dei diritti delle persone con disabilità, Antonio Giampietro, la riapertura dell’Istituto ‘Antonacci’ di Lecce.
Venendo ai numeri, gli «alunni non vedenti» che fruiscono degli interventi che la l.r. n. 14 del 2011 prevede siano realizzati dalla UICI pugliese sono 70; detti interventi concernono il tempo pieno, l’accompagnamento, il trasporto, la dotazione libraria e strumentale, le attività integrative, gli assegni di studio per gli studenti medi superiori e universitari.
«I ciechi e gli ipovedenti maggiorenni con disabilità aggiuntive» che fruiscono delle tutele istituite con la l.r. n. 5 del 2022 sono circa 80.
Stare accanto a questi ragazzi e alle loro famiglie; farsi conoscere dai genitori che hanno scelto e scelgono di affidare i propri ragazzi a strutture riabilitative come la ‘Lega del filo d’oro’ di Molfetta o l’Istituto ‘Sant’Agostino’ di Noicàttaro; e soprattutto raggiungere i ragazzi e le famiglie che vivono in solitudine la minorazione visiva è la priorità dei prossimi 5 anni.
Silvia Trevelin - Veneto
Per la prossimità della sede padovana della Fondazione ‘Hollman’, i genitori veneti si trovano nella vantaggiosa condizione di poter contare su una presa in carico globale dei propri bambini e dei propri ragazzi.
I piani educativi, delineati dalla Fondazione, integrati e completati, dal punto di vista didattico e informatico, dal CCT di Padova, sono facilmente accolti dalle scuole e ciò contribuisce alla serenità dei rapporti.
Molte iniziative sono, poi, promosse dalle sedi territoriali IRIFOR, in particolare, da quella padovana.
Gli scambi tra i genitori che afferiscono a una stessa sezione UICI o, anche, a Sezioni diverse, se esistono, sono di tipo personale; non esiste, infatti, alcun tipo di coordinamento.

Chiede e ottiene la parola Sabia che completa il quadro delineato nell’Assemblea del 27 gennaio con i dati numerici, di cui la Coordinatrice nazionale aveva raccomandato la raccolta. I Soci minori dell’UICI di Potenza sono 12, mentre gli utenti del CCT di riferimento, ovvero il CCT di Foggia, sono 21. I Soci minori dell’UICI di Matera sono 6, mentre gli utenti del CCT di riferimento, ovvero il CCT di Rutigliano, sono 12. Secondo le Responsabili delle due strutture tiflodidattiche, il numero dei rispettivi utenti è, comunque, inferiore al numero degli alunni e degli studenti lucani che fruiscono di sostegno didattico perché ciechi o ipovedenti.

La Coordinatrice nazionale ringrazia per i contributi che, sommati a quelli raccolti il 20 gennaio, evidenziano che tutti i contesti territoriali, per quanto tra loro diversi, sono tutti deficitari da due punti di vista: la formazione del personale docente e socio-educativo in assegnazione e la presenza di luoghi di condivisione, aggregazione e partecipazione per i genitori.
Il secondo punto, in particolare, merita l’attenzione del costituendo Comitato nazionale, perché rompere e vincere l’isolamento e la solitudine di tanti genitori, tanti bambini e tanti ragazzi è una priorità assoluta.
Sull’argomento intervengono diversi Coordinatori.
Si concorda che l’incontro e il confronto tra pari consente di superare il senso di inadeguatezza che spinge al silenzio, all’inazione, al ripiegamento su se stessi.
L’essere e l’agire come “comunità” permette, poi, di spingere affinché l’accesso alle prestazioni stabilite in favore dei bambini e dei ragazzi, ciechi, ipovedenti, con deficit aggiuntivi, sia pieno ed effettivo.
La pratica collettiva rende, inoltre, consapevoli che l’esigenza non è essere inclusi in un contesto, cui si è estranei, ma è partecipare al contesto, cui, di fatto e di diritto, si appartiene.
La cultura partecipativa è, forse, la sola che può rimuovere forme di discriminazione tanto radicate da essere agite anche a livello istituzionale; esemplari, in tal senso, le discriminazioni nei confronti dei genitori non vedenti.

2) Elezione dei Componenti e del Coordinatore del Comitato nazionale
Chiuso il confronto, la Coordinatrice nazionale fa presente che l’invito, contenuto nell’avviso di convocazione, a candidarsi al ruolo nazionale è stato accolto da Agostino Marzella (Calabria), Katiuscia Simonella (Emilia Romagna), Elena Peruzzi (Lazio) e Serena Stronati (Marche).
Fa, inoltre, presente che, a norma dell’art. 20 del Regolamento associativo, i Comitati nazionali di categoria sono composti da sette Soci, eletti, in seduta comune, dai Coordinatori dei Comitati regionali della medesima categoria e che i Coordinatori nazionali di ciascuna categoria sono eletti in seno ai rispettivi Comitati nazionali.
Propone, quindi, un giro di tavolo per verificare se qualcuno dei presenti è disponibile alla nomina.
La proposta è accolta all’unanimità.
Si procede al giro di tavolo, nel corso del quale vengono acquisite le candidature di: Carmen Puzo (Campania), Valeria Scapin (Friuli Venezia Giulia) e Ivete Cultrone (Sicilia).
Tenuto conto delle candidature già presentate dagli assenti Marzella e Simonella e da Peruzzi e Stronati, la Coordinatrice nazionale compone la seguente lista elettorale:
1. Agostino Marzella (Calabria)
2. Carmen Puzo (Campania)
3. Katiuscia Simonella (Emilia Romagna)
4. Valeria Scapin (Friuli Venezia Giulia)
5. Elena Peruzzi (Lazio)
6. Serena Stronati (Marche)
7. Ivete Cultrone (Sicilia)
La Coordinatrice nazionale, visto che la lista si compone di 7 candidati e che 7 sono le nomine da effettuare, propone che i 7 candidati siano, tutti e 7, designati al ruolo nazionale.
La proposta è accolta alla unanimità.
La Coordinatrice prende atto e proclama eletti nel Comitato nazionale Genitori:
Ivete Cultrone (Sicilia), Agostino Marzella (Calabria), Carmen Puzo (Campania), Elena Peruzzi (Lazio), Valeria Scapin (Friuli Venezia Giulia), Katiuscia Simonella (Emilia Romagna), Serena Stronati (Marche).
Dovendosi procedere all’elezione del Coordinatore del Comitato, la Coordinatrice nazionale dichiara sciolta l’Assemblea dei Coordinatori dei Comitati regionali Genitori e insediato il Comitato nazionale Genitori.
Chiede, quindi, se vi sono ulteriori candidature per il ruolo di Coordinatore, oltre a quelle già presentate da Marzella, Simonella e Stronati, i primi due assenti.
Viene proposta la candidatura di Peruzzi, che, tuttavia, dice di non essere nelle condizioni di assumere l’ulteriore, eventuale incarico.
La Coordinatrice nazionale prende atto.
Invita, quindi, la candidata Stronati, sua corregionale, a considerare l’utilità di affidare il coordinamento della categoria a una persona che, provenendo da un altro territorio, abbia stili, organizzativi e gestionali, di stampo diverso da quello marchigiano. Stronati concorda e ritira la propria candidatura.
La Coordinatrice nazionale ringrazia per la sensibilità e dà atto che restano candidati al ruolo di Coordinatore gli assenti Marzella e Simonella.
Dice, quindi, che per procedere all’elezione con voto segreto è necessario trasferire la seduta su un’altra piattaforma; l’operazione richiede un allungamento dei lavori e forse, anche, il loro aggiornamento.
Per rimanere nei tempi assegnati, propone di svolgere le elezioni dei Componenti del Comitato nazionale Genitori con voto palese.
In assenza di pareri contrari, dichiara la proposta accolta all’unanimità.
Si procede alle dichiarazioni di voto, che si concludono con il seguente risultato:
Votanti: 5
Voti nulli: nessuno
Astenuti: nessuno
Marzella, voti: 0
Simonella, voti: 5.
La Coordinatrice dà atto della regolarità delle votazioni e dichiara eletto Coordinatore del Comitato nazionale Genitori Katiuscia Simonella.
Per rendere il Comitato immediatamente operativo, la stessa Coordinatrice nazionale raggiunge telefonicamente la neo-eletta per informarla della nomina e chiederle se conferma la disponibilità alla carica.
La neo-eletta si scusa per l’assenza, ringrazia per il voto di fiducia, accetta l’incarico e lascia la riunione.
La Coordinatrice nazionale chiude il punto, dicendosi lieta per l’ampia e attenta partecipazione e assicurando il proprio convinto sostegno al neo-costituito Comitato.

3. Varie ed eventuali
In risposta a specifiche domande, la Coordinatrice nazionale dice che il Comitato sarà dotato di un proprio indirizzo e lavorerà in autonomia; potrà richiedere la convocazione on line dell’Assemblea ogni qualvolta lo riterrà opportuno; dovrà affidare le proprie proposte di iniziativa e di intervento alla stessa Coordinatrice nazionale, che provvederà a sottoporle all’approvazione della Direzione nazionale, anche ai fini del finanziamento.
Suggerisce che la difficoltà, segnalata da più parti, di ottenere informazioni attendibili sul numero dei ragazzi con disabilità visiva, Soci e non Soci, venga discussa in seno al Comitato.
Chiarisce che i Coordinatori regionali possono continuare a confrontarsi liberamente tra loro, attraverso l’apposita lista di distribuzione, e possono anche far riferimento, quando lo ritengano opportuno, al Comitato o, come è già accaduto, direttamente alla sua persona.
Infine, si riserva di far sapere, sentita la Direzione nazionale, se e quando i verbali dell’Assemblea e del Comitato possono essere divulgati.


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