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Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti - ONLUS-APS

 

Testo del Verbale

Data: 13/06/2018

Gruppo selezione concorso europeo di temi sul Braille EBU/ONKYO


Bozza di resoconto dell’incontro per la selezione dei temi che parteciperanno al Concorso europeo di temi sul Braille EBU/ONKYO

L’incontro si è tenuto a Roma il giorno 13 giugno 2018. Sono presenti i componenti del Gruppo di Selezione Linda Legname (coordinatrice) e Armando Giampieri. Pietro Piscitelli è collegato telefonicamente. I temi italiani pervenuti per l’edizione 2018 del Concorso sono sette. All’U.I.C.I., come ad ogni associazione nazionale facente parte dell’EBU, è stato chiesto di selezionarne non più di cinque. Il gruppo, dopo aver espresso il proprio apprezzamento per tutti coloro che si sono impegnati nel concorso, ha così deciso:

Temi ammessi al concorso europeo:

“Monsieur B” di Daniela Donadio: il tema è caratterizzano da una prosa scorrevole e musicale, piena di suggestioni e di riferimenti culturali. L’autrice, vedente, sviluppa il tema del Braille come filo conduttore che attraversa i tanti interessi culturali ed educativi descritti. L’elaborato esprime bene quello che il Braille, appreso nelle sue diverse notazioni, rappresenta per l’autrice, presentandolo come uno strumento di stimolazione culturale anche per i vedenti.

“Brailleggiando nei ricordi” di Giorgio Piccinin: si tratta di un inno al Braille e di un appello alla sua conservazione in forma di versi. Rappresenta una sfida all’orientamento del mondo anglosassone che predilige la sintesi al Braille, mentre il mondo europeo/mitteleuropeo sostiene il Braille.

“Ho visto cose…” di Maurizio Gabelli: elaborato bello, complesso e ricco di spunti di riflessione, anche se si è scelta una struttura che può far risultare il linguaggio un po’ ripetitivo. Rappresenta un lavoro a 360° sul mondo del Braille (per es. lo spreco degli ausili inutilizzati, la competenza e l’incompetenza degli insegnanti, il Braille e la Chiesa, il Braille e i farmaci).

Temi non ammessi al concorso europeo:

“Il Braille nella mia vita” di Maria Chiara Valena: non rientra nei canoni stabiliti per partecipare al concorso, in quanto la narrazione si risolve nell’enumerazione delle cose che è possibile fare con il braille, elencate alla rinfusa con uno stile letterario spesso trascurato. Contiene affermazioni inesatte o cose impossibili da realizzare.

“Il ruolo del Braille nella promozione della partecipazione delle persone con disabilità visiva alla vita politica, economica, culturale, educativa” di Dong Dong Camanni con il supporto di Cinzia Duvalloni: è un trattato di carattere didattico-sociologico con una forte caratterizzazione autobiografica. Viene ripetuta più volte la definizione del Braille come linguaggio, mentre esso è un alfabeto per la letto-scrittura. È evidente l’autocompiacimento e l’autostima dell’autore. In alcune parti la struttura narrativa non è elaborata in quanto manca ancora, data anche la giovane età, la conoscenza e l’utilizzo delle strutture del discorso più complesse.

“Uso del Braille a tutte le età” di Marina Marchisio: si tratta di una introduzione didattica al Braille. Non rientra nelle finalità del concorso.

“Visto da altri occhi” di Katiuscia Santoni: tema non convincente. È originale il fatto che sia il puntino Braille a parlare, ma il tema nel complesso è un chiaroscuro non originale dell'inserimento dei disabili visivi nella scuola italiana.


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